Il Cervo volante e lo Scarabeo rinoceronte

Alla scoperta di due "big" del micro cosmo.

Spesso, quando cerchiamo emozioni forti la maggior parte di noi alza lo sguardo al cielo: il cosmo con le sue stelle, le albe ed i tramonti, il volo degli uccelli. Guardavo sempre in alto per cercare qualcosa di nuovo e bello. Col tempo, timidamente, ho cominciato a guardare in basso e ho scoperto un mondo diverso, il microcosmo, dove abitano piccoli esseri che visti da vicino ricordano creature provenienti da altri mondi.
Ci sono due creature del micro mondo a cui mi sono affezionato e che nell'ultimo periodo ho avuto modo di osservare e fotografare : lo Scarabeo rinoceronte e il Cervo volante.

L' incontro con lo Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis) avviene puntualmente tra l'inizio di giugno e la fine di luglio, la sua fiera e robusta figura è inconfondibile. Il maschio si riconosce dalla grande dimensioni della testa rispetto alla femmina e dal caratteristico corno cefalico. Anche la femmina presenta un corno sulla testa anche se molto più piccolo. Si nascondono nei legni marcescenti, dove trovano rifugio durante la notte e dove la femmina, dopo l'atto riproduttivo, depone le uova.

Lo scarabeo rinoceronte è un insetto davvero robusto. Spesso, è possibile osservare la sua forza quando è alle prese con il terreno, infatti, grazie al suo corno riesce a scavare cunicoli sotterranei e rintanarsi dentro di essi per difendersi da predatori. Purtroppo, questa sua "invulnerabilità" dura solo poche settimane, dopodiché muore. Lo scarabeo rinoceronte passa la maggior parte della sua vita sotto forma di larva e mangiando il più possibile per accrescere la sua massa corporea.

Dopo aver passato quasi 2 anni in stadio larvale si evolve diventando il bestione che conosciamo. In questo stadio, lo scarabeo rinoceronte non mangia ed esce prevalentemente nelle ore notturne in cerca di un partner per accoppiarsi.

L'altro coleottero, molto ricercato in fotografia naturalistica, è il Cervo volante (Lucanus cervus).
Esso vive nei boschi di latifoglie come querceti, castagneti e faggete, dove si insidia nei legni morti e marcescenti.
Da tempo sognavo di fotografare questo lucanide.

Mi ricordo le molte volte che ebbi occasione di trovarlo nei boschi, molto prima che la passione della fotografia e della natura si impossessassero di me. Il loro numero era molto più alto di adesso, dato che oggigiorno la distruzione del suo habitat sta portando Il cervo volante a scomparire dai nostri boschi. La specie, prossima alla minaccia, è quindi protetta.
Come lo scarabeo rinoceronte, il cervo volante maschio si distingue dalla femmina per lo spiccato dimorfismo sessuale. Guardandolo da vicino la prima cosa che si nota sono le enormi mandibole che variano da esemplare ad esemplare.

Queste incredibili "armi", che ricordano il palco ramificato di un cervo, servono ai maschi durante la lotta per la conquista della femmina. Con la loro stretta, riescono ad alzare di peso i rivali e a scaraventarli giù dagli alberi, tutto ciò per rivendicare il controllo del territorio.
Per la sua forma minacciosa questo insetto incute timore nell'uomo. In realtà è un animale innocuo e per di più le sue mandibole non fanno alcun male, al massimo, se dovesse succedere di essere "morsi",  l'effetto sarebbe quello di un lieve pizzicotto.
Un'altra particolarità di questo lucanide è il volo. Quando è pronto, il cervo volante alza le zampe anteriori e aprendo le ali resta fermo in quella posizione per pochi secondi, è come un elicottero che ha bisogno del suo tempo per prendere quota. Una volta spiccato in volo è capace di andare sulla cima di un albero in pochi secondi.

Per concludere, visti senza una particolare attenzione, questi animali possono essere per qualcuno inutili e brutti, per altri addirittura pericolosi. Da alcuni vengono, addirittura, schiacciati per la loro "mostruosità", ma essendo parte del mondo anche loro hanno diritto di essere rispettati e tutelati.
Perché a conti fatti chi sono i veri mostri, loro o noi?

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