La Sesta Estinzione

"Portando all’estinzione le altre specie, il genere umano sta recidendo il ramo su cui esso stesso si posa"

E' di pochi giorni fa la notizia della morte di Sudan, ultimo Rinoceronte bianco settentrionale maschio rimasto al mondo (la foto di copertina - autore Pasquale Sannino - è stata fatta all'American Museum of Natural History di New York). Morte che quindi ha decretato ufficialmente l'estinzione della sottospecie, benché fossero rimaste flebili speranze a riguardo, il destino della specie era ormai segnato, visto che il rinoceronte era malato da tempo e non più in grado di riprodursi. Questo episodio non può che farmi ricollegare al concetto di Sesta Estinzione, il ritmo con cui stiamo perdendo le specie del nostro pianeta è decisamente allarmante, basti pensare che il tasso di estinzione è di 100 volte superiore al normale. La Terra negli ultimi 500 milioni di anni ha conosciuto cinque estinzioni di massa, per ben cinque volte la vita sulla terra ha rischiato di  scomparire a causa di fenomeni naturali (meteoriti, cambiamenti climatici, glaciazioni). Adesso a minacciare la terrà non è una calamità naturale ma  l'uomo stesso.  Secondo uno studio di alcuni biologi dell'Università di Stanford dal 1900 al 2015 il numero di animali sul nostro pianeta si è quasi dimezzato, una perdita così cospicua in un arco di tempo così breve non può che avere una ricaduta immensa per gli ecosistemi che formano il nostro pianeta. L'estinzione di una specie è in genere un processo normale, la natura ci ha abituato ad adattamenti sorprendenti, animali e piante che vivono ai limiti della sopravvivenza, chi non riesce ad adattarsi e ritagliarsi la propria nicchia all'interno dell'ecosistema è destinato ad estinguersi prima o poi. Cosa succede però quando interviene un fattore esterno che accelera questo processo di 100 o più volte? Penso che il risultato sia sotto gli occhi di tutti, le immagini dell'orso polare che galleggia su quello che è rimasto del suo iceberg oppure l'orango con alle spalle la sua foresta in fiamme ci testimoniano ogni giorno la sorte a cui stiamo andando in contro. Le prime estinzioni per mano dell'uomo risalgono al Pleistocene, periodo nel quale l'Homo Sapiens faceva i primi passi sulla terra. Secondo alcuni studi infatti l'estinzione della megafauna e del nostro parente l' Homo di Neanderthal sarebbero strettamente collegate con la comparsa dell'uomo. La caccia indiscriminata insieme ai cambiamenti climatici furono infatti le principali cause dell' estinzione della quasi totalità dei grandi mammiferi che popolavano la terra. L'uomo pian piano che ha esteso il suo areale a tutto il globo, raggiungendo anche le isole più sperdute, ha scoinvolto i fragili equilibri che si erano creati in migliaia di anni di evoluzione. I più alti tassi di estinzione si registrano infatti proprio sulle isole, dove fauna e flora sono molto più vulnerabili alla pressione antropica. Questi sono solamente alcuni degli argomenti che vengono trattati in un libro che mi sento vivamente di consigliare "La Sesta Estinzione" di Elizabeth Kolbert, vincitore fra l'altro del Premio Pulitzer nella sezione saggistica. Un libro che racconta tante storie di estinzioni già avvenute o in corso come: la rana d'oro, l'alca gigante, ammoniti, pipistrelli, rinoceronti ed anche il nostro stretto parente l'uomo di Neanderthal. Libro che fa riflettere su quanto realmente stiamo deturpando il nostro pianeta.

Ci tengo a chiudere questo articolo con una famosa frase di Toro Seduto, il celebre condottiero Nativo Americano dei Sioux, una citazione premonitrice , visto la direzione in cui sta andando il nostro pianeta.

"Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche"

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