Morus bassanus, le Sule arrivano nel Mediterraneo

Dal Québec a Porto Venere, dalla Gran Bretagna alle coste del Nord Africa, le Sule Settentrionali danno spettacolo in tutto l'Atlantico del Nord.

Ci sarà capitato tante volte di vedere nei documentari del National Geographic gli spettacolari tuffi delle sule, che, come missili si lanciano in picchiata su di un banco di pesci. In pochi però si immaginano che questo bellissimo uccello pelagico sia un assiduo frequentatore dei nostri mari. La Sula Bassana (Morus Bassanus) è un uccello marino dal corpo affusolato, la sua struttura corporea è perfettamente adatta per tuffi ed immersioni. La sula può raggiungere i 100 km/h in picchiata e fino a 10 metri di profondità durante le immersioni.
La sua vista è particolarmente sviluppata grazie alla sua visione binoculare, infatti, riesce ad individuare i pesci da 50 metri di altezza.
La sula possiede un bellissimo piumaggio bianco con le punte delle ali nere mentre la testa ed il collo assumono una colorazione gialla durante la stagione riproduttiva. Gli occhi della sula sono di un azzurro/grigio e contornati da pelle nuda nera, quasi come una passata di mascara, che dona a questo uccello un aspetto a dir poco regale. Durante la stagione riproduttiva, migliaia di sule si radunano su isole o scogliere rocciose per nidificare. Le colonie possono raggiungere anche i 60 000 esemplari come nell' isola di Bonaventure in Québec, mentre in Europa sono da segnalare le colonie di Boreray e Bass Rock (isola che ha dato il nome alla specie).
Nel nostro paese, ogni anno (dal 2013) una coppia di sule nidifica a Porto Venere scegliendo come insolito nido una barchetta ancorata nel porto. Purtoppo quest'anno la femmina di nome Roz non ha fatto ritorno al nido lasciando il fedele compagno Nelson ad aspettarla invano ( le sule sono una specie monogama e per questo motivo si teme il peggio).

Se c'è una persona che conosce alla perfezione la Sula (Morus Bassanus), quella persona è Alessio Quaglierini, promotore del progetto MORUS che studia la presenza di questo uccello pelagico in Italia dal 2009. E' proprio grazie ad Alessio che sono riuscito ad osservare più volte questo magnifico uccello durante i Coastal Trip che lui stesso organizza a largo della Versila.Come ci spiega Alessio, la sula fino al 1975-1980 era una specie ritenuta rara nel nostro paese. Dopo questa data, grazie ad una maggior numero di osservatori e tecniche di censimento mirate, è stata evidenziata la regolarità della specie lungo le coste Italiane.Circa 15 anni fa piccoli gruppi di osservatori – attivi soprattutto in Toscana, Liguria e Campania – hanno cominciato a raccogliere dati inediti che hanno confermato la presenza della sula durante tutti i mesi dell’anno con picchi significativi coincidenti con i periodi di migrazione (marzo-aprile e ottobre-novembre).

Nel 2009 con la nascita del progetto MORUS (promosso da Alessio) si ha una svolta nello studio sulla migrazione degli uccelli marini. In 5 anni e 60 ore complessive di osservazione lungo buona parte delle coste italiane (dalla Liguria alla Campania, dalla Sicilia al Friuli-Venezia Giulia), sono state osservate oltre 3100 Sule (52 individui/ora). I numeri massimi sono risultati di 330 individui in marzo, 96 individui in maggio, 75 individui in luglio e 547 individui in novembre. Quindi, anche in estate, si possono osservare molte sule lungo le coste italiane, soprattutto nel Mar Ligure e Tirreno. Il tratto costiero maggiormente “vocato” all’osservazione della specie è quello compreso tra Bordighera (Liguria) e il Cilento (Campania). Osservazioni di ornitologi spagnoli, effettuate a Gibilterra e alle Baleari, hanno svelato una vera e propria “invasione” di sule nel Mediterraneo, tutte in epoca post-riproduttiva (ottobre-novembre). Ogni anno si stima che arrivino dall’Atlantico (e buona parte di queste pare provenga da una grande colonia bretone) 12.000-18.000 sule; in alcuni anni addirittura 20.000-24.000. Considerando che la maturità sessuale della specie arriva dopo i 5 anni di vita, è plausibile che il singolo individuo che entra nel Mediterraneo vi possa passare molto tempo prima di ritornare ai siti riproduttivi dell’Europa settentrionale. In 13 anni di regolari osservazioni svolte durante tutti i mesi dell’anno, sono state osservate circa 7500 sule in oltre 3900 ore di servizio, ovvero 1.9 individui/ora. Il record di osservazioni è di 150 individui in una singola mattina di novembre, ma è da rimarcare anche l’incredibile osservazione di 85 individui una mattina a metà giugno!
Non mi resta che ringraziare Alessio Quaglierini per la collaborazione a questo articolo e per tutto il lavoro svolto nel monitoraggio di questa preziosa specie. Vorrei anche consigliare a tutti i lettori del nostro blog la partecipazione ad uno dei Coastal Trip organizzati da Alessio a largo di Viareggio, nei quali potrete vedere a pochissimi metri di distanza le spettacolari picchiate della Sula (Morus Bassanus), uno spettacolo che solo la natura sa regalare.

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