Addomesticati

L’insolita evoluzione degli animali che vivono accanto all'uomo.

Evoluzione, una parola ed un argomento che mi ha sempre affascinato in ogni sua forma ed aspetto.
Ogni cosa intorno a noi evolve, dall’ambiente che ci circonda alle persone che incontriamo ogni giorno. Gli effetti, sembra strano, sono visibili oltre che nel lungo anche nel breve periodo.
Ricordo ancora quando rimasi affascinato da un videogioco del 1990 di Will Wright, SIM EARTH: The Living Planet, dove dovevi gestire e far evolvere Gaia, il pianeta vivente. Il gioco per quanto vecchio e datato è ancora usato a scopo didattico. Perdevo ore avanti allo schermo percorrendo gli strani meccanismi dell’evoluzione. Senza l’estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene probabilmente la vita sulla terra sarebbe stata diversa, e la simulazione mi permetteva di percorrere questo fantastico e irreale scenario dove la prima forma intelligente poteva evolversi da un rettile anziché un mammifero.

Sono convinto che dopo l’eventuale sesta estinzione che stiamo vivendo per opera dell’uomo, la vita riesploderà ed evolverà in nuove forme che possiamo solo immaginare.
Ricercare testi che affrontano l’argomento e che siano facile da leggere, per i non addetti ai lavori, non è facile. Ho cominciato con leggere l’opera rivoluzionaria che più di tutte ha confermato e diffuso l’argomento "L’origine delle specie" di Charles Darwin.
Il viaggio sull’HMS Beagle attorno al mondo è stato, però, una conferma di ciò che il famoso naturalista aveva già intuito nella sua madre patria. Darwin, nel formulare la Teoria dell’evoluzione, si è basato molto sugli studi e l’osservazione su animali e vegetali domestici. Ha capito, senza avere alcuna conoscenza di genetica, come la vita evolve e si modifica nel corso nel tempo.

Tutto questo sproloquio per introdurre il libro di Ricard C.Francis, "Addomesticati. L’insolita evoluzione degli animali che vivono accanto all’uomo" del 2015. “Un saggio provocatorio sugli ultimi sviluppi della biologia evoluzionistica” così è stato definito dall’autorevole magazine Kirkus. Facile da leggere, il saggio ti prende dalla prima pagina e ti accompagna attraverso la storia dell’uomo ancor prima che l’agricoltura fosse praticata su larga scala.

L’addomesticazione è direttamente correlata con l’evoluzione. Le specie che si sono lasciate addomesticare dall’uomo hanno ottenuto in breve tempo un vantaggio evolutivo che non ha mai avuto precedenti nella lunga storia della terra.

Molte delle specie “ancestrali” sono ormai estinte, basti pensare all’Uro (Bos taurus primigenius) il padre degli attuali bovini domestici, mentre i suoi discendenti prosperano e si moltiplicano grazie all’uomo.
La domesticazione ha però un lato nascosto, un “pacchetto tutto compreso” come lo definisce l’autore, la cosiddetta “sindrome da addomesticazione” come la chiamano gli scienziati. L’addomesticazione agisce sulla docilità dell’animale (interessante il primo capitolo sulle volpi e l’esperimento di Belyaev), sulla sua taglia (l’Uro era molto più grande dei bovini moderni), sulla riproduzione (in natura le finestre riproduttive sono legate ai periodi con più abbondanza di cibo) e così via.
Il saggio stimola la curiosità del lettore tramite analisi scientifiche e racconti, e l’accompagna alla scoperta di tutti i mammiferi domestici in circolazione.
Una storia cominciata circa 32000 anni fa, lunga e complessa. Il percorso non è mai del tutto segnato, essa non è mai definita ed è frutto di coincidenze che variano in base al luogo e al periodo. Uno degli esempi più eclatanti è rappresentato dal Lupo grigio (Canis lupus) e dai suoi molteplici discendenti. Un chiwawa è geneticamente più vicino ad un lupo rispetto ad un alano. Il lupo e le sue varianti domestiche hanno un’uniformità genetica straordinaria ma che varia visibilmente nell’aspetto e nel carattere. Potrete allevare in cattività un lupo, ma a differenza di un cane non potrà mai capire un vostro ordine o una vostra espressione, non saprà interagire in alcun modo con un uomo.
L’addomesticazione nel corso della sua storia ha fatto anche dei passi indietro creando nuove specie selvatiche. Ad esempio il furetto (Mustela putorius furo) addomesticato dai Romani ed ora con popolazioni libere in natura, il Dingo (Canis lupus dingo) addomesticato 3200 anni fa o i Licaoni (Lycaon pictu), il cane selvatico africano discendente dei primi “cani di villaggio” (cani pariah).
Ancora, il Cammello (Camelus bactrianus) e il Dromedario (Camelus dromedarius) versioni domestiche e molto simili di un antenato selvatico ormai scomparso (anche se il Cammello Battriano Selvatico - Camelus bactrianus ferus è considerato l’ultimo esemplare realmente selvatico e confinato tra Cina e Mongolia in meno di 1000 esemplari).
Il libro continua analizzando la storia del Gatto (Felis silvestris catus), dei Suini, delle Percore e capre, Renne (Rangifer tarandus - addomesticazione in corso, capitolo interessante per capirne i meccanismi), Cavallo (Equus caballus – quando l’addomesticazione rende più grandi e imponenti) e infine i Roditori.
Gli ultimi tre capitoli sono dedicati all’uomo e all’antropocene. La domanda che l’autore si pone è “l’uomo si è auto-addomesticato?”. La risposta non è semplice, ma lascio a voi scoprirlo leggendo il libro.
Vi anticipo solo che mentre per gli “addomesticati” dall’uomo è ancora possibile avere un confronto con le specie ancestrali (un esempio significativo è dato dalle differenze comportamentali tra il gatto selvatico - Felis silvestris e quello domestico - Felis silvestris catus) nel caso dell’uomo non abbiamo alcun confronto da poter fare. È però interessante il confronto tra gli scimpanzè (Pan troglodytes Blumenbach) e i Bonomo (Pan paniscus Schwarz), le cui differenze comportamentali possono suggerire tanto sulla nostra evoluzione passata.

Non mi resta che concludere con una considerazione dell’autore che condivo tantissimo, “considerando che la Terra è sempre più plasmata dall’uomo, gli animali addomesticati rappresentano l’avanguardia del futuro dell’evoluzione”.

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