I passeri, un declino senza una causa certa

Specie a distribuzione cosmopolita è in forte declino in tutto il mondo.

Molto comuni fino agli anni 90, stiamo assistendo ad un declino che ha reso questo uccellino molto diffuso e socievole molto raro.

La specie più diffusa è il passero domestico o passera europea o oltremontana (Passer domesticus), diffuso in tutta Europa ad eccezione dell’Italia (osservabile lungo i confini con i paesi transalpini), e importato, per mano dell’uomo, anche negli altri continenti.

In Italia abbiamo la passera d’Italia (Passer italiae), endemico del nostro paese ad esclusione della Sicilia e della Sardegna dove troviamo la passera sarda (Passer hispaniolensis).

Di seguito due esemplari di passera d'Italia, una femmina (indistiguibile da quella europea) e un maschio, fotogragati all'Oasi LIPU Massaciuccoli.

I passeri sono dipendenti dall’uomo, per cui è possibile osservarli nei centri abitati e nelle campagne coltivate. La passera d’Italia è stata riconosciuta come specie, anche se ai confini, sulla parte meridionale delle Alpi si ibridizza con la Passera europea. Può essere osservata fino a 2000 metri di altezza anche se è assente dai valloni che sono abitati solo d’estate.

Un po’ più “selvatica”, perché frequenta meno i centri abitati e più la campagna, è la passera mattugia (Passer montanus), che si distingue, dalle altre due specie, per due macchiette sulle guance.

L’evoluzione del passero domestico è comunque legata all’uomo. Sin dalla preistoria si è diffuso in maniera capillare in base agli insediamenti umani, diventando praticamente la più comune specie commensale dell’uomo nell’avifauna del Paleartico occidentale. Come già detto, nidifica prevalentemente nelle strutture create dall’uomo, sono pochi i casi e i luoghi del suo vasto areale dove nidifica sugli alberi. Nel Deserto della Giudea, sono stati ritrovati i resti di un taxon estinto, che si pensa rappresentare una forma ancestrale del passero domestico: Passer praedomesticus. I resti erano nei livelli acheuleani dei giacimenti del Paleolitico inferiore della grotta di Oumm-Qatafa.

La differenza fondamentale fra le due forme consiste nella struttura del becco che nelle specie moderne va assottigliandosi nella parte anteriore (fonte “Uomini e (non solo) topi: gli animali domestici e la fauna antropocora” di Marco Masseti).

Passer hispaniolensis o Passera sarda fotografata a Lanzarote (Canarie)

Passer hispaniolensis o Passera sarda fotografata a Lanzarote (Canarie)

Il declino è ormai evidente in tutto il mondo, e nonostante decenni di studi, le cause sono ancora poco chiare e probabilmente variano a seconda del luogo.

Nell’ultimi 50 anni i nostri centri abitati sono drasticamente cambiati, ad esempio uno studio francese afferma che a nelle grandi città (es. Parigi) si è avuto una forte diminuzione nei quartieri i cui gli abitanti sono cambiati nel tempo (da classe operaia a piccola e media borghesia). Questo fenomeno è chiamato gentrificazione.

A Londra, la scomparsa è da ricercarsi nell’elevato inquinamento cittadino e all’aumento dei gatti domestici. Nel continente indiano, per esempio, la forte riduzione della specie è dovuto al fatto che le donne non sgranano più i cereali davanti alle case.

Nelle campagne, l’utilizzo dei pesticidi, e la grande diminuzione di insetti, potrebbe essere un altro valido motivo legato al declino. I passeri, durante la riproduzione, hanno una dieta insettivora per apportare il giusto nutrimento proteico ai pulcini.

Di seguito due foto della passera europea scattate in Svezia (Kyruna) dove d'inverno è prassi comune aiutare i piccoli uccelli con mangiatoie. L'ultima foto è una passera spagnola o sarda fotografata durante il nostro ultimo viaggio a Lanzatoze.

Nel corso del tempo, l’affermarsi di altre specie “più opportuniste”, come lo storno (Sturnus vulgaris) che possono competere per buchi dove fare i nidi, possono aver compromesso le piccole comunità di passeri.

Infatti, essendo molto socievoli, basta un cambiamento radicale nel luogo in cui la colonia vive, ad esempio l’abbandono di un granaio, per farla sparire definitivamente.

Il mondo cambia velocemente e per alcune specie l’adattamento non è affatto facile o fattibile. Salvaguardare la biodiversità, quindi, è compito dell’uomo che deve fare tutto il possibile per conservarla e tramandarla alle generazioni future.

In inverno, quando le temperature scendono, creare una mangiatoia con semi e mangime per uccelli, è un piccola azione che serve ad aiutare queste piccole e simpatiche creature.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.