Il bramito del Daino

Viaggio all'interno delle arene Toscane, dove i maschi duellano per le femmine.

Ottobre. Siamo già nel periodo autunnale, gli alberi cominciano lentamente a cambiare e le foglie  a prendere i caratteristici colori caldi della stagione. Il bosco  si trasforma in un quadro a cielo aperto, il rosso e il giallo prendono il sopravvento sul verde.

Di notte rieccheggia sempre più raramente il possente bramito del cervo. Per il "Re" siamo alle ultime battute e il suo grido d'amore finirà presto. Ma  spesso, quando qualcosa finisce,  un' altra comincia.

Un richiamo, meno potente, si sente tra gli alberi. Arriva alle mie orecchie un verso roco che ricorda un ruggito... pochi secondi dopo dei violenti colpi secchi risuonano nel bosco.

E' cominciato il  bramito del Daino.

Dal portamento fiero e sicuro, questo ungulato presenta dimensioni intermedie tra  quelle del capriolo e del cervo.

I maschi possono raggiungere il peso di 100-110 kg mentre le femmine più piccole difficilmente superano i 65 kg. Il dimorfismo sessuale è molto accentuato. Il maschio sfoggia palchi ramificati caratterizzati dalla parte superiore allargata a formare una pala di dimensioni variabili, che a sua volta presenta diverse punte. Il massimo del palco si ha nel periodo di ottobre.

La caduta dei palchi inizia da metà aprile (a seconda dell'età, della salute e dalle condizioni ambientali).

Pochi giorni dopo la caduta inizia la ricrescita dei nuovi palchi che si completerà in circa 4 mesi.

A seconda dell'età abbiamo nel daino  4 classi distinte:

Piccoli: da 0 a 10 -11 mesi

Fusoni: da 10 -11 a 22 - 23 mesi

Balestroni: da 22 – 23 mesi a 4-5 anni

Palanconi: oltre i 4 - 5 anni

Una segnalazione va fatta anche sul mantello. Sono presenti almeno quattro colorazioni principali: pomellato, isabellino, melanico e bianco, con frequenze molto variabili da popolazione a popolazione anche nel grado di pomellatura.

Quest'anno ho avuto la fortuna di osservarli e studiare i loro comportamenti in un posto in prima fila, ai bordi del loro LEK!

I lek sono in pratica delle grandi arene nelle quali sono presenti contemporaneamente diversi maschi adulti che bramiscono e combattono per attirare il maggior numero possibile di femmine.

Ogni maschio ha la sua "arena" ossia  piccole porzioni di territorio di alcune decine di mq. La vicinanza delle arene fra di loro porta spesso i maschi a scontrarsi.

Le femmine raggiungono le arene , le visitano e si trattengono in quella occupata dal maschio che più le aggrada, accoppiandosi con lui.

Arrivando la mattina presto e approfittando del terreno che volgeva a mio favore, ho potuto avvicinarmi senza far entrare in allarme i daini. L'abbigliamento mimetico e la rete fogliata sono indispensabili, come anche lo stare più basso possibile per non far vedere loro la forma umana. Sono stato più volte in loro compagnia, e man mano che passavano i giorni anche il loro numero aumentava. Nel pieno del bramito ho potuto vedere davanti a me ben 100 daini tutti insieme.

La vegetazione è un problema per le fotografie, perché se all'interno del lek tutto è pulito per il continuo passaggio dei daini,  ai bordi dove ero appostato, i cespugli e gli alberi sono spesso tra me e i soggetti.  Andare loro incontro è inutile quanto dannoso, e i motivi sono semplici: con il troppo rumore l'avrei spaventati facendoli fuggire e più importante, evitare l'eccessivo disturbo in questo particolare momento della loro vita. Quindi ho sempre preferito aspettare che fossero loro ad avvicinarsi a me.

Nelle ore di attesa imparavo a conoscere gli esemplari, sempre gli stessi, attenti a proteggere la loro porzione di terreno. A volte sentendo il "click" della macchina fotografica, quelli più vicini, giravano lo sguardo verso la mia posizione e annusando l'aria capivano che non erano soli. Dopo un breve scambio di sguardi tornavano a fare i loro interessi.

Questa loro incredibile confidenza dura poco più di 2 settimane ed è una cosa normale, ma essere in qualche maniera "accettati" da loro mi ha dato un senso di gratitudine che è difficile da spiegare a parole.

I momenti migliori passati sul campo sono stati sicuramente quelli in cui i possenti maschi si davano battaglia. In tutto il Lek si sentivano le potenti stoccate che ogni volta erano in grado di provocarti un brivido.

Nessuno si dava per vinto, c'era chi aveva perso un palco, chi zoppicava e chi era ferito. Niente era più importante della continuazione della specie. Il proseguo della dinastia viene prima di tutto.

Probabilmente è questo che più mi affascina di questi animali, il non fermarsi davanti a niente pur di raggiungere un obiettivo.

La galleria completa del "nostro" bramito

Per concludere,le mie uscite fotografiche racchiuse in un video...buona visione!

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